Oggi per la Giornata Mondiale del gufo parliamo della cura e di un proverbio appartenente al secondo dopoguerra: “Cu si vanta ca so’ vucca o è asino o è cucca.” Cucca è un termine nostrano con il quale si indica il gufo, anche se ci sono diverse correnti di pensiero, per questo termine, perchè altri studiosi pensano che i nostri antenati con il termine Cucca volevano indicare la civetta o la femmina del cuculo. Una peculiarità di tutti gli uccelli è quella di emettere dei suoni che (oltre al normale cinguettio) sono delle vere e proprie cantilene, questo fenomeno si presenta soprattutto in primavera, lo fanno per farsi notare dagli esemplari di sesso opposto. A tal proposito, riferendoci alla cucca, potremmo dire che questa espressione viene rivolta a coloro i quali amano parlare di se stessi e delle loro doti in pubblico, o meglio, che utilizzano la loro spiccata e proverbiale capacità di sparare m*******e per conquistare le attenzioni delle ragazze. Paragonare questi personaggi a due animali come l’asino o come la cucca è un modo per sminuire, svilire, abbattere il piedistallo che da soli si sono costruiti e sul quale da soli sono saliti… Quindi ricordiamoci che....è meglio parlare poco e fare molto, anche perchè sapete come si dice cu si vanta ca sò vucca o è asino o è cucca. Soffermandoci sulle caratteristiche dell'animale... Ma non ci soffermiamo solo su questo: voi lo sapevate che la cucca è anche un cibo tipico Siciliano, più precisamente Modicano? Nella tradizione modicana si preparavano quando si faceva il pane in casa, tenendo da parte un pezzo di pasta di pane. Per farcire le cucche si utilizza più generalmente la salsiccia fresca, ma è ottima anche quella stagionata, ed il formaggio, quello ragusano semi stagionato così risulta filante al taglio, ma si può optare per qualsiasi formaggio dolce, al posto della salsiccia si possono utilizzare dei cubetti di qualsiasi salume tipo salsiccia, prosciutto, pancetta ecc...o il famoso Capuliatu. Per dare un tocco in più è possibile utilizzare dei pezzettini di olive nere, ma essendo un rustico ci si può sbizzarrire in qualsiasi modo.
Il Gufo di Palude o Asio Flammeus, o come lo conosciamo in Sicilia la "cucca", è un incantevole esemplare, con una grande "faccia" colore avorio,, su cui spiccano gli occhi giallicci, contornate da frange scure, ed un corto becco adunco. Il corpo è striato di marrone e giallo, cn ali lunghe e coda corta; i ciuffi auricolari sono molto piccoli, tanto che il suo nome inglese è "Short-eared Owl" (Gufo dalle orecchie certe).
L'area riproduttiva di questa specie è nell'Europa Settentrionale e la sua presenza in Italia è limitate agli specchi d'acqua dolce dell'Alto Adriatico, della Puglia e del Mediterraneo. DI solito è silenzioso, ma a volte emette un forte kioo, mentre il suo canto (nel periodo nuziale) è un ripetuto e profondo bu-bu-bu. Preferisce le zone aperte paludose e nidifica sia terreno tra la vegetazione riparia.
All'imbrunire vola sulle acqua del Lago Guardia (Randazzo), nell'estremo nord-ovest del Parco naturale dell'Etna, per selezionare le sue prede tra gli esemplari più deboli della ricca avifauna acquatica.
Con pochi ingredienti si realizzano questi gustosi rustici sempre presenti in ogni periodo dell’anno nelle rosticcerie siciliane.INGREDIENTI

Le mucche Siciliane sono dei rustici rustici comunemente conosciute in Sicilia e soprattutto nelle zone del ragusano con il nome in dialetto di “cucche” da “ancucchiare” cioè mettere insieme…unire, altro non sono che una striscia di pasta farcita e arrotolata in modo da formare una girella o rosa. Comunemente le Cucche si preparavano con i resti del pane di casa, la stessa che si utilizzava per preparare le , quando si preparava il” Ragusano per il fabbisogno settimanale della famiglia. Una sorta di ricetta del “ricilico”.Con pochi ingredienti si realizzano questi gustosi rustici sempre presenti in ogni periodo dell’anno nelle rosticcerie siciliane.
*Riferimenti
https://www.etnalife.it/gufo-di-palude/
